Newsletter n. 15 – Marzo 2024

La libertà attraverso il deserto

Siamo lieti di presentare a tutti la nostra Silvia Sanchini, che da qualche tempo svolge il ruolo di ufficio stampa del nostro ISSR interdiocesano “Alberto Marvelli”.
Partiamo da questa foto in cui Silvia incontra Papa Francesco:

Ciao Silvia e grazie del lavoro che svolgi per la comunità dell’istituto!

Che cosa ci racconta questa foto?
Grazie a voi per questo spazio e l’accoglienza che mi avete sin da subito riservato. Questa foto è stata scattata il primo marzo a Roma al termine di un percorso formativo a cui ho partecipato: la Cattedra dell’accoglienza (www.cattedra-accoglienza.it). Una scuola di formazione che quest’anno è stata dedicata al tema della vulnerabilità, intesa non solo nella sua accezione negativa ma come vera e propria occasione di fraternità. Papa Francesco ha incontrato in un’Udienza privata noi partecipanti e ci ha ricordato che tutti noi dobbiamo sentirci vulnerabili, e in quanto tali accolti da Cristo. E ha inoltre sottolineato come “nel Vangelo i poveri, i vulnerabili, non sono oggetti, sono soggetti, sono protagonisti”. È stato un incontro molto emozionante e Papa Francesco, nonostante la salute un po’precaria, ci ha trasmesso grande forza e tanta luce.

Cosa questa foto, invece, non dice di te e del tuo ruolo?
Ho studiato Scienze della Formazione, sono un’educatrice e in questi oltre quindici anni di lavoro mi sono occupata, appunto, del mondo dell’accoglienza (ragazzi fuori famiglia, migranti, persone con disabilità…).Ma non solo: ho sempre avuto una forte passione per la scrittura e negli anni ho sentito l’esigenza di raccontare la professione educativa in modo sempre più professionale. Mi sono così avvicinata anche al mondo della comunicazione sociale, perché desideravo fare emergere la ricchezza e la bellezza delle storie che ogni giorno incontravo. Ecco perché anche qui all’Istituto sono stata chiamata a occuparmi di questo: educazione e comunicazione sono sempre state un po’le due anime del mio lavoro.

Cosa ti ha sorpresa e ti affascina maggiormente dell’ISSR Alberto Marvelli?
La prima parola che mi viene in mente è gentilezza. Un valore in cui credo moltissimo e che qui ho trovato pienamente incarnato a partire dal direttore, don Marco Casadei, e da tutti i collaboratori e le collaboratrici e le persone che ho incontrato.
Ho conosciuto meglio questo luogo, non solo così bello, ma in cui si respira anche un clima di serenità e collaborazione. Mi ha molto colpito l’affetto con cui tanti ex studenti e studentesse ricordano i loro studi all’ Issr e l’esperienza che hanno qui vissuto: sarebbe bello raccontare le loro storie e il valore che per loro ha avuto questo percorso di studi.

Quale parola sceglieresti per raccontarci l’Istituto?
Credo che per descrivere l’Istituto una parola adatta possa essere “pensiero”. Mi piace pensarlo come laboratorio di ricerca, in cui si elaborano saperi e competenze, in cui si dialoga con uno sguardo sempre aperto al mondo che c’è fuori. E allora, se posso, aggiungerei anche un’ulteriore immagine: quella di una “finestra aperta”. Se, come diceva don Lorenzo Milani, “il sapere serve solo per darlo” mi piace sognare un Issr in cui la teoria dialoga sempre con la prassi, in cui le nozioni diventano occasione per confrontarsi con il mondo e mettere le proprie passioni e professionalità sempre a servizio degli altri, per migliorare le nostre comunità e renderle più belle e inclusive.

Grazie per la tua disponibilità e buon lavoro!
Grazie di cuore a voi 🙂

IN-DIPENDENTI. DIPENDERE PER ESSERE UNICI
7 Incontri – 7 Parole

Esiste un potere che non sia dominio e controllo ma responsabilità?
A indagare su questo tema, la quinta tappa della Rassegna culturale “Io sono l’altro” che si sviluppa lungo un tracciato composto da sette parole chiave, a partire dalle note di una celebre canzone di Niccolò Fabi. Ogni parola vuole rappresentare una tappa, sette diverse opportunità di apprendimento e dialogo con l’altro. Dopo gli incontri su #fragilità, #limiti, #legami e #sguardi, ora è la volta di #poteri.

Seminario vescovile (Teatro) via Covignano 265 – Rimini
Mercoledì 13 MARZO ore 20:45

Lidia Maggi, teologa, pastora battista e ministra biblica itinerante, si occupa di evangelizzazione e formazione biblica. E’ stata scelta dalle chiese battiste per seguire un progetto di pastorato itinerante in chiese e centri culturali, vive a Dumenza in provincia di Varese.
Col marito forma una coppia pastorale che offre piccole ospitalità destinate a persone in crisi, in ricerca di aiuto, desiderose di un confronto. Non un monastero o una chiesa ma semplicemente una casa, un luogo laico dove poter sentire il respiro di Dio. Si occupa inoltre di dialogo ecumenico e collabora con numerose riviste. Tra le sue pubblicazioni: Quando Dio si diverte: la Bibbia sotto le lenti dell’ ironia, Il Pozzo di Giacobbe, Milano 2008, Elogio dell’amore imperfetto, Cittadella, Assisi 2011, Le donne di Dio. Pagine bibliche al femminile, Claudiana, Torino2014, Una fragile bellezza. La vita con gli occhi di Qoelet, San Paolo, Alba 2017.

Commentano il tema della serata gli organizzatori dell’equipe Pardēs
L’unicità che ci caratterizza in quanto esseri umani deve fare continuamente i conti con il dipendere gli uni dagli altri. A Lidia Maggi abbiamo affidato la parola poteri all’interno di un percorso di crescita, un viaggio di scoperta della nostra in-dipendenza e del nostro potere interiore. Il potere, in questa prospettiva, non è dominio o controllo, ma responsabilità. È la capacità di rispondere alle esigenze degli altri e di contribuire al benessere comune. Un potere che nasce dalla consapevolezza della nostra interdipendenza e si manifesta attraverso l’amore, la compassione e la cura. Un viaggio per diventare individui unici in un mondo migliore”.

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La rassegna è organizzata dall’équipe di Pardēs (Paradiso), composta da docenti e studenti dell’ISSR “A. Marvelli” che intendono promuovere occasioni preziose di riflessione e confronto fra differenti prospettive e punti di vista, nell’intento di verificare “dal basso” la possibilità di rigenerare un più adeguato alfabeto del senso che ci fa umani.


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