“Vivo perchè dono”. L’esperienza di tirocinio di Tommaso

Tommaso con il suo libro

Con gratitudine salutiamo Tommaso Giagnolini, studente del Liceo Volta-Fellini, che ha svolto il suo progetto di autonomia all’Issr nei mesi di aprile e maggio 2026. In queste settimane ha partecipato alla vita dell’Istituto, ha scritto articoli, realizzato interviste, approfondito figure importanti per lui (San Filippo Neri, Carlo Acutis, Sandra Sabatini) e condiviso con noi qualcosa della sua storia. A lui e alla sua famiglia, ai suoi insegnanti e alla sua educatrice Anna Gruszecka va il nostro più sincero ringraziamento per il cammino condiviso e l’augurio di poter continuare a mettere a frutto i suoi talenti nei nuovi percorsi che lo attendono.

Complimenti anche per la pubblicazione del suo libro dal titolo “Druidenmarchen Boreas. Il cavaliere dei monti” con le illustrazioni di Giuseppe Ciravolo.

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Mi chiamo Tommaso Giagnolini, ho 20 anni e sono nato a Rimini. Vivo a Misano Adriatico e frequento il liceo Volta-Fellini.

Amo molto scrivere: ho già pubblicato due libri fantasy e sto lavorando a un nuovo romanzo. Mi piace leggere, soprattutto i classici e il fantasy, e le materie che preferisco sono storia, filosofia, letteratura, storia dell’arte e religione.

Nel tempo libero vado in palestra e aiuto nel ristorante della mia famiglia, “Dalla Pia”, durante le domeniche e i giorni festivi.

Una parte molto importante della mia vita è la fede. La figura a cui mi sento più legato è Gesù Cristo, che considero una guida nelle scelte e nel modo di vivere i rapporti con gli altri.

Mi sento vicino anche a figure come Sandra Sabatini e Carlo Acutis, che per me rappresentano esempi concreti di bontà, semplicità e attenzione verso gli altri.

Nel mio percorso ho fatto errori e attraversato momenti difficili, ma proprio attraverso queste esperienze ho capito quanto siano importanti il perdono, la speranza e il prendersi cura delle persone che ci stanno accanto.

Il motto che sento più vicino a me è: “Vivo perché dono”.

Ringrazio l’ISSR Marvelli e la Biblioteca Biancheri per questa esperienza e per l’accoglienza ricevuta.