
Domenica 14 dicembre 2025, il Vescovo della Diocesi di Rimini mons. Nicolò Anselmi ha imposto le mani su sette nuovi diaconi, sette “uomini della soglia”.
Ci uniamo alla preghiera e alla gioia per questo nuovo gruppo di amici a servizio della nostra Chiesa diocesana (Enrico Balestri, Massimo Gasperoni, Paolo Grandicelli, Alessandro Perazzini, Raffaele Russo, Matteo Semprucci) e il nostro pensiero più affettuoso va in particolare a uno dei sette, Manuel Semprini, da anni amico e prezioso collaboratore dell’Istituto Marvelli.
A lui abbiamo rivolto qualche domanda sul suo cammino.
Come è maturata in te la scelta di diventare diacono?
Come ogni scelta vocazionale la proposta del diaconato è giunta da altri; nel mio caso, da ben due parroci in momenti diversi: don Giuseppe Bilancioni, prima, e don Eugenio Savino, dopo.
Ho quindi risposto col mio “sì” iniziando un cammino, che, non lo nascondo, si è svolto con tanto affidamento al Signore. Devo anche ammettere che questo percorso non l’ho deciso semplicemente perché me l’hanno chiesto, ma in me c’è sempre stato, da quando sono tornato da adulto alla fede, un forte senso di gratitudine e di restituzione.
Che cosa ha sostenuto e favorito il tuo percorso?
Sicuramente mia moglie Barbara, alla quale ho domandato sin dall’inizio se voleva mettersi in gioco con me, accompagnandomi. Mi ha sempre dato il suo sostegno, anche quando ho vissuto un periodo di crisi e di dubbio. Poi, il sostegno è arrivato dalla mia comunità di San Raffaele Arcangelo, dalle mie amicizie, da quanti mi conoscono e mi stimano. È un grande abbraccio che ti avvolge. È come essere parte di una famiglia numerosa, caotica e preziosa.
In che modo lo studio e la formazione ricevuti, anche attraverso l’ISSR, hanno inciso sul tuo cammino?
La formazione ricevuta all’ISSR è stata in realtà una mia scelta personale, perché non ho iniziato gli studi dopo aver intrapreso il cammino per il diaconato, bensì prima, per soddisfare la mia sete di conoscenza sulla fede appena riacquistata. Volevo comprendere meglio ciò che stavo vivendo, dopo aver ritrovato la mia relazione con Dio e con la Chiesa. In questo, l’ISSR è stato fondamentale, anche se, ovviamente, la mia formazione non si è fermata alla laurea triennale. Non si finisce mai di stare alla scuola del Maestro…
Quali sono oggi i tuoi desideri e i tuoi obiettivi?
I miei desideri e i miei obiettivi sono già nell’abito che ho indossato: il servizio verso i fratelli e le sorelle, in fraterna collaborazione con i presbiteri e in obbedienza filiale al Vescovo.
Il diacono è un uomo della comunione. Desidero essere un uomo di relazioni, di ascolto, di conforto, di pacificazione. Il Signore ha dato senso alla mia vita. Il Signore mi ama. Il Signore è accanto a me. Tutto questo mi sprona a dare agli altri la stessa possibilità di amore, di quiete e di senso.
A cura di Silvia Sanchini
In copertina la foto di gruppo dei nuovi diaconi con le loro famiglie. Manuel è in basso a destra, abbracciato alla moglie Barbara.

