La Scuola di Alta Formazione in Arte Sacra? Un bagaglio di tesori da scoprire poco per volta

“La Scuola di Alta Formazione in Arte Sacra? Un bagaglio di tesori da scoprire poco per volta”

Intervista a Pamela Padovani

Pamela Padovani abita in Valmarecchia, nella Diocesi di San Marino Montefeltro. Nella sessione di luglio 2024 ha concluso con successo la Scuola di Alta Formazione in Arte Sacra e Turismo Culturale-Religioso promossa dal nostro Istituto. Le abbiamo chiesto di raccontarci questa esperienza e la ringraziamo per questa testimonianza così generosa e appassionata.

Come è venuta a conoscenza della Scuola di Alta Formazione in Arte Sacra e Turismo Culturale-Religioso (SAF) promossa dall’ISSR Marvelli? Cosa l’ha spinta a iscriversi?

Conoscevo, grazie alla frequente pubblicità cartellonistica e modulistica, l’Istituto Marvelli da diverso tempo, ma solo pochi anni fa mi sono decisa ad informarmi personalmente.

Inizialmente pensavo di concentrare i miei studi verso il percorso teologico per iniziare un apostolato verso i ragazzi delle scuole, come insegnante di religione.

La prospettiva di cinque anni di studio mi ha “bloccato”; essendo moglie e madre di quattro ragazzi (non ancora grandi, hanno dai 5 ai 14 anni) sono costantemente impegnata nel seguirli nelle loro necessità di studio ed extrascolastiche e ciò non mi avrebbe permesso una dedizione seria verso gli studi che prospettavo.

 La voglia di rimettersi in gioco, dopo diversi anni passati dagli ultimi studi, era comunque grande.

Avendo praticato scuola parentale con i miei ragazzi per circa tre anni, si era riaccesa in me la fiamma della conoscenza e dello studio.

Grazie ai consigli di Melania (che lavora presso la segreteria dell’Issr ed è referente della Scuola di Arte Sacra), ho dirottato l’attenzione alla Scuola di Alta Formazione in Arte Sacra e Turismo Culturale e Religioso, un corso rielaborato e concentrato in un unico anno, che mi ha incuriosito e ho voluto così tentare la sfida.

Provenendo da studi artistici, sia al liceo che nella seguente Accademia, approfondire l’arte sacra mi incuriosiva, inoltre prospettavo, dopo gli studi acquisiti, di poter dare una mano presso i musei e gli archivi diocesani.

La mia famiglia mi ha supportata in questa decisione sia moralmente, che praticamente ed economicamente.

Tra i corsi e le materie affrontate, quali ha trovato più stimolanti o significative, e perché?

Il percorso di studi è stato davvero ampio e variegato: ho trovato particolarmente stimolanti e significativi i corsi tenuti dal prof. Johnny Farabegoli, divenuto poi mio relatore per la tesi finale.

Ho amato l’approccio congiunto tra lo studio architettonico materiale e quello spirituale-cristiano.

Inoltre, ho apprezzato la capacità espositiva e la bravura nel saper coinvolgere noi studenti dei prof. Alessandro Giovanardi e Auro Panzetta.

Hanno saputo mostrarci un altro modo di guardare ed osservare la realtà, non solo artistica, che ci circonda.

Naturalmente tutti i corsi sono stati essenziali per aprire la mente ed avere una nuova capacità, potrei dire filosofica e teologica di analisi e studio, nonché di competenza.

C’è un momento, un progetto o un incontro vissuto durante la Scuola che le è rimasto particolarmente nel cuore?

Ogni lezione, seppur telematica, è stata un piccolo tesoro da scoprire volta per volta, ma se dovessi scegliere un incontro particolare che ha destato il mio interesse naturalmente sceglierei tutti i momenti di scuola che hanno permesso d’incontrarci fisicamente e di sperimentare sul posto, in modo pratico, gli studi precedenti.

È stato bello poter guardarsi negli occhi, scoprire la corporeità al di là di un o schermo, non solo con i professori ma anche tra noi colleghi, sono nate delle piccole amicizie e ci ha permesso di scoprirci al di là del medesimo studio intercorso.

Le visite alle cattedrali, duomi, chiese e musei sono stadi davvero studi esperienziali.

Anche se nel mio caso posso affermare che la possibilità dello studio online è stato un punto decisivo per la scelta della scuola perché non avrei potuto frequentare in presenza, penso sia davvero un’ottima opportunità che la scuola offre.

In che modo le competenze acquisite potranno esserle utili nel suo percorso professionale e personale?

Sicuramente ho un bagaglio di competenze che mi ha permesso di rispolverare i miei vecchi studi, ampliarli e approfondirli, mi piacerebbe in un futuro, se mai ne avrò la possibilità, poter mettere a disposizione della Diocesi o di Musei, le competenze che ho acquisito.

Consiglierebbe ad altri di iscriversi alla Scuola? Se sì, a chi in particolare e per quali motivi?

Consiglierei sicuramente l’iscrizione alla scuola, anzi l’ho già fatto verso un caro amico intenzionato ad approfondire i suoi studi in ambito pastorale e teologico.

A cura di Silvia Sanchini