Qohelet

Il desiderio dell’eterno, tra gioia e vanità del vivere

Festival del Mondo Antico – Rimini, 18-21 giugno 2009
(BIBLIOTECA CIVICA GAMBALUNGHIANA, RIMINI
ISTITUTO SUPERIORE DI SCIENZE RELIGIOSE “ALBERTO MARVELLI” RIMINI)

PROGRAMMA

GIOVEDI 18 Giugno, ore 17,30

Il volto segreto di Qohelet
Caratteristiche storiche, letterarie e culturali del libro
LAILA LUCCI
(Biblista, Docente di Lingua ebraica e Libri Sapienziali all’ISSR “A. Marvelli” di Rimini)

Risonanze filosofiche nella cultura occidentale
PIERO STEFANI
(Biblista e studioso di Ebraismo, Docente di Giudaismo alla Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale di Milano)

VENERDI 19 Giugno, ore 17,30

Il Dio di Qohelet
Un sapiente di Israele alla ricerca di Dio
LUCA MAZZINGHI
(Biblista, Docente di Esegesi dell’Antico Testamento alla Facoltà Teologica di Firenze)

SABATO 20 Giugno, ore 17,30

L’arte di vivere secondo Qohelet
Il sigillo dell’eterno nel cuore dell’uomo
PAOLO DE BENEDETTI
(Biblista, studioso di Ebraismo, già Docente di Antico Testamento  alla Facoltà Teologica di Milano e Trento)

GABRIELLA CARAMORE
(conduttrice della trasmissione radiofonica “Uomini e Profeti” su Radio Tre, saggista e studiosa di cultura religiosa)

DOMENICA 21 Giugno, ore 17,30

Vanità delle Vanità (“Habel Habalîm”)
Paradosso, scandalo e profezia della Parola di Qohelet
CARLO RUSCONI
(Biblista, Docente di Lingue Bibliche e Sacra Scrittura presso l’ISSR “A. Marvelli” di Rimini)

Coordinatore:
Prof. NATALINO VALENTINI
(Direttore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “A. Marvelli” di Rimini)

Sede delle Conferenze: Sala del Giudizio, Museo della Città,
(Rimini Centro – Via Tonini 1)
* Ogni incontro sarà preceduto da brevi scelte di monodie barocche sacre e profane ispirate al Qohelet:
Giovanni Cantarini (voce)
Michał Gondko (tiorba, liuto a 8 cori).

Presentazione

L’Autore di questo scritto sapienziale per molti versi sconcertante e provocatorio, usa lo pseudonimo Qohelet (dalla radice ebraica qahol), una sorta di “Presidente di assemblea”.
Come e ancor più degli altri scritti sapienziali, questo libretto della Bibbia strutturato in 12 capitoletti, si presenta come uno straordinario scrigno di sapienza umana e divina, un mirabile intreccio di culture e di lingue, di poesia e filosofia, di memoria e profezia.
Per Qohelet tutta la realtà del mondo e dell’uomo ha una radicale inconsistenza. La storia ritorna nei suoi eventi in una specie di eterna ripetizione simile a soffi di vento, di “vuoto” (hebel), di “vanità” che corrodono l’intera esistenza.
Qohelet è stato variamente interpretato o come un sapiente pessimista e disincantato, maestro del sospetto, influenzato anche dalla cultura greca del suo tempo (III sec. a. C.), oppure, al contrario, come un sostanziale ottimista che, proprio perché vede la miseria dell’esistenza, invita a godere gli scarsi momenti di serenità e di piacere. In realtà egli sembra piuttosto riflettere la crisi della sapienza tradizionale, alle prese con nuove domande… domande antiche e sempre attuali, anzi eterne.
Qohelet ci invita a partecipare al banchetto della sapienza con disincanto e realismo, con ironia e profondità di sguardo, oltre il mondo delle apparenze, percorrendo la “via” non della consolazione  a buon mercato, non del silenzio attonito e sterile, ma quella della ricerca paziente, critica, non frettolosa e non presuntuosa. Da Qohelet, ancora oggi, possiamo apprendere l’arte di vivere senza disperazione e senza illusioni, colmando ogni istante di un contesto sostanziale.

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