Presentazione

Perché conoscere le Scienze Religiose

Fin dai primi tempi, la comunità cristiana ha avvertito come connaturale al suo essere l’esigenza di andare alla ricerca della “perfetta conoscenza” per farsi testimone credibile di Gesù Cristo, «nel quale sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza» (Col 2,3), mediante «la piena intelligenza», che non è soltanto acutezza della mente, ma anche finezza del cuore. La teologia infatti più che amore della sapienza è piuttosto «sapienza dell’amore».
Lo studio delle Scienze Religiose intende essenzialmente far conoscere e riscoprire la bellezza di questa sapienza cristiana, poichè «Nell’atto di fede l’uomo conosce la bontà di Dio e comincia ad amarlo, ma l’amore desidera conoscere sempre meglio colui che ama» (Donum veritatis, 7). L’amore consegue dalla conoscenza come il profumo emana dal fiore dischiuso: «la conoscenza diviene amore» (s. Gregorio Nisseno).
Poco più di un secolo fa, il pensatore cristiano Vladimir Solov’ëv affermava profeticamente che, nel XXI secolo, «se l’enorme maggioranza delle persone pensanti rimane del tutto incredula, i pochi credenti diventano per necessità tutti pensanti, secondo la raccomandazione dell’Apostolo: “Siate fanciulli nel cuore, ma non nella mente” (1Cor 14,20)». A questa nuova opera di risveglio siamo chiamati. Oggi più che mai s’impone l’urgenza di conoscere i fondamenti della propria fede e cultura. Fondamentale resta dunque il monito dell’apostolo Pietro rivolto anzitutto a ogni discepolo di Cristo: «Siate pronti a dare ragione della speranza che è in voi» (1Pt 3,15).