Io sono qui. Incontro con Mariapia Bonanate

La Biblioteca Diocesana E. Biancheri, in collaborazione con l’ISSR “A. Marvelli, la Libreria Pagina e il Servizio Diocesano per il Progetto culturale, all’interno del ciclo di incontri «Colazione con gli Autori», presentano

Sabato 8 Marzo 2014, alle ore 10.15 

Io sono qui. Il mistero di una vita sospesa

incontro con

Maria Pia Bonanate

La sede dell’incontro è presso l’Aula Magna dell’ISSR e la Biblioteca Diocesana

Via Covignano 265, a fianco della Chiesa di San Fortunato.

L’incontro sarà introdotto da un piccolo rinfresco di benvenuto.

 

Con quale delicatezza e passione, e con quanto coraggio Mariapia Bonanate ha affidato ai lettori la storia di due esistenze capovolte dalla sventura: da quando la malattia ha trasformato la persona del marito in «una farfalla nello scafandro», azzerando ogni facoltà di movimento e di comunicazione, il dolore e il mistero di una vita sono diventati ospiti perenni della loro casa e dell’anima. La scelta straordinaria di Mariapia è stata quella di accogliere in casa il corpo-crisalide dell’amato, per custodirne amorevolmente la presenza-assenza con la vicinanza di una quotidianità che sfida l’impossibile e ne misura la fatica. Ma l’amore è più forte della convenienza, della prudenza e della morte: «Ti accarezziamo e ti baciamo. Ti vegliamo, giorno e notte, nella tua neonata esistenza. Arriva, appena può, l’amico prete. Saluta con voce vigorosa per nascondere la commozione. Insieme celebriamo la Messa sull’altare del tuo letto… Qui la terra si salda con il cielo». Intorno al sonno senza risveglio dell’amato, il ronzio delle macchine regola le funzioni vitali e la sinfonia degli amici, che mai abbandonano il capezzale, suona le note luminose della carità, rendendo tangibile, anche in quella stanza, il miracolo della vita nella sventura. Un’amica in particolare sostiene i passi vacillanti di Mariapia, il cuore che trema per l’oscurità che grava su ogni alba, la tortura di domande senza risposta: una ragazza olandese, morta ad Auschwitz nel 1943, ma ancora capace di donare forza e speranza attraverso le pagine del suo Diario. Etty Hillesum e Mariapia Bonanate intessono un dialogo intenso e vivificante, attestando che la comunione degli spiriti è una salda catena tra vita e morte, tra tempo ed eterno.

 

Mariapia Bonanate vive a Torino, sposata con tre figli, si è laureata in materie letterarie con una tesi sugli scrittori illuministi del Settecento. A metà degli anni Settanta Mariapia Bonanate ha lasciato l’insegnamento, compreso quello universitario, per dedicarsi al giornalismo con l’intento di creare rapporti più concreti e autentici fra cultura e vita, per cercare di superare la frattura esistente fra il pensiero, relegato nelle accademie, e i problemi della quotidianità, ponendo sempre al centro delle riflessioni e progetti la persona umana con i suoi valori e le sue attese. È divenuta prima redattrice culturale e poi condirettore del settimanale nazionale «Il nostro tempo» di Torino. Ha collaborato a riviste, fra cui «Famiglia Cristiana», «Club 3», «Jesus», «Madre», ed a quotidiani nazionali, «Stampa Sera», «Gazzetta del Popolo», «il Tempo», «il Mattino». Con don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele di Torino, alle cui attività ha partecipato sin dalle origini, nel 1987 ha creato l’associazione Aliseo, di cui è presidente, per combattere l’alcolismo ed aiutare coloro che ne sono coinvolti. Così ha preso parte a battaglie in favore della malattia mentale, dell’inserimento degli stranieri e della tratta delle donne, della difesa dei diritti dei minori. Tra le sue pubblicazioni: Perchè il dolore nel mondo? (Paoline), Il Vangelo secondo una donna (Paoline), Il libro del bambino (San Paolo), Suore (Rizzoli) dal quale Dino Risi ha tratto il film televisivo Missione d’amore, Preti (Rizzoli), Donne che cambiano il mondo (Mondadori), Una lampadina per Kimbau, in collaborazione con Chiara Castellani, chirurgo di guerra e missionaria laica (Mondadori), Io sono qui. Il mistero di una vita sospesa (Mondadori).

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