Il Concilio e i suoi insegnamenti

La recensione dell’XI numero dell’Annale dell’ISSR “A. Marvelli” Parola e Tempo, apparsa su “Toscana oggi”, settimanale delle diocesi toscane, del 20 Gennaio 2013, è firmata dal Prof. Maurizio Schoepflin.

 

Il Concilio e i suoi insegnamenti

di Maurizio Schoepflin

L’istituto Superiore di Scienze Religiose «Alberto Marvelli» della diocesi di Rimini dà ancora una volta prova della sua vitalità con la recente pubblicazione dell’Annale dal titolo Parola e Tempo (Pazzini Editore, pp. 432, euro 23), che si colloca all’interno di una serie molto consistente di testi già usciti a partire dal 2000. Il ponderoso volume ha una parte monografica interamente dedicata al Concilio
Vaticano II, di cui nell’anno 2012 si è ricordato il cinquantenario. Nel 2012 è iniziato anche l’anno della fede proclamato da Papa Benedetto XVI. «La coincidenza – scrive Gabriele Gozzi, vicedirettore dell’ISSR – non è casuale, anzi rappresenta un’opportunità per ritornare all’evento del Concilio, che ha segnato in modo determinante la vita della Chiesa del XX secolo, e per verificare l’incidenza dei suoi insegnamenti nel corso di questi decenni e dei prossimi anni che segneranno l’impegno della Chiesa per una nuova evangelizzazione». Proprio su quell’«avvenimento di straordinario rilievo nel XX secolo sia per la Chiesa sia per il mondo» si incentra la Presentazione che del volume fa Natalino Valentini, autorevole Direttore dell’Istituto. In essa egli scrive, tra l’altro: «Il Concilio ha sollevato enormi attese e grandi speranze, non soltanto tra i cattolici. All’inizio di questo terzo millennio, la vocazione della Chiesa è quella di rispondere a questa immensa aspirazione spirituale suscitata da quell’evento, tornando a riflettere insieme sulla sua storia, la
ricezione e l’attualità delle sue fonti, tra “continuità” e “discontinuità”». Monsignor Francesco Lambiasi, Vescovo di Rimini, dedica dense pagine al tema delle radici e dei frutti del Concilio. E come riconosce che esso non nacque dal nulla, bensì «le sue radici affondano nel terreno a lungo arato e seminato da vari movimenti» sorti in campo biblico, ecclesiologico e teologico, così, parlando dei suoi frutti, cita le bellissime parole con cui Papa Paolo VI, nel discorso di chiusura dell’assise ecumenica, ne tentò un primo bilancio affermando:
«L’antica storia del Samaritano è stata il paradigma della spiritualità del Concilio. Una simpatia immensa lo ha tutto pervaso. La scoperta dei bisogni umani (e tanto maggiori sono, quanto più grande si fa il figlio di Dio sulla terra) ha assorbito l’attenzione del nostro Sinodo. Dategli merito in questo, almeno, voi umanisti moderni, rinunciatari alla trascendenza delle cose supreme, e riconoscete il nostro nuovo umanesimo: anche noi, noi più di tutti, siamo i cultori dell’uomo». Nelle altre parti del volume troviamo alcuni saggi dedicati al libro dell’Esodo e poi testimonianze e riflessioni su esperienze pastorali, studi su argomenti vari, una sezione dedicata a temi politici, un’altra avente per oggetto l’arte, dalla poesia alla pittura alla letteratura, e ancora, il ricordo di un sacerdote scomparso e un’ampia sezione dedicata a recensioni di testi che spaziano dalla realtà locale al pensiero russo (a proposito del quale emerge ancora una volta la grande perizia di Valentini, vera autorità in questo campo). Per concludere, una parola sulla veste editoriale del volume: curata ed elegante, come sempre sono quelle dell’editore Pazzini.

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