Offerta Formativa

Ripartire dalla formazione
Le opportunità offerte dall’ISSR

Siamo ormai prossimi alla ripresa dell’attività dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “A. Marvelli”, una comunità di ricerca e di formazione, ma anche un’istituzione accademica interdiocesana (delle diocesi di Rimini e di San Marino-Montefeltro) approvata e riconosciuta nella sua nuova compagine dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica nell’agosto 2016. Il bilancio provvisorio di questo primo anno del nuovo ISSR risulta complessivamente positivo, soprattutto per la riscoperta del valore della formazione teologica nella vita della Chiesa e per la messa in atto di alcuni importanti percorsi di inculturazione della fede a sostegno dell’attività pastorale. Un nuovo processo è stato avviato su un più vasto territorio e ci auguriamo possa generare i suoi frutti offrendo un qualificato impulso alla crescita dell’esperienza della fede e alla vita pastorale.
Poter contare a livello diocesano sulla presenza di un ISSR non è di per sé un fatto scontato, soprattutto dopo la riconfigurazione operata dalla CEI sul territorio nazionale, che negli ultimi due anni ha dimezzato la loro presenza (riconoscendone solo 45), ma occorre valorizzare nel modo migliore questa opportunità. Anzitutto un ISSR offre la possibilità a molti fedeli laici, in particolare a coloro che svolgono particolari servizi pastorali all’interno delle comunità o rivestono speciali responsabilità al suo interno, di intraprendere un accurato percorso di conoscenza dei fondamenti della fede e della cultura cristiana in dialogo e nel confronto con la cultura contemporanea e con le diverse tradizioni religiose, proponendosi come strumento prezioso al servizio della nuova evangelizzazione in grado di far fronte alle grandi sfide culturali ed educative del nostro tempo. Oggi più che mai s’impone l’urgenza tra i membri del “popolo di Dio” di attingere al senso della propria vocazione battesimale, di riscoprire i tesori nascosti della sapienza cristiana a partire dai suoi fondamenti biblici, dottrinali, storici, morali e spirituali, superando la falsa opposizione tra teologia e pastorale. Più in generale, occorre superare la condizione di diffusa approssimazione e ignoranza della cultura religiosa; allargare gli spazi della nostra razionalità per riaprirla alle grandi questioni del vero, del bene e del bello, coniugando tra loro la teologia e vita pastorale, fede e vita, sapienza cristiana e scienze umane, nella consapevolezza dell’intrinseca unità che le tiene insieme.
Nell’atto di fede l’uomo conosce la bontà di Dio e comincia ad amarlo, ma l’amore desidera conoscere sempre meglio colui che ama. L’amore consegue dalla conoscenza come il profumo emana dal fiore dischiuso: «La conoscenza diviene amore» (san Gregorio Nisseno). Se non si prende coscienza del dono ricevuto per accoglierlo, coltivarlo e accrescerlo nella propria esistenza quotidiana, la fede rischia di trasformarsi in fideismo, in sterile devozionismo e persino in pericolosa superstizione e idolatria: «Una fede che non cerca la propria intelligenza è una fede non pienamente accolta, non intensamente pensata, non fedelmente vissuta» (Giovanni Paolo II).
Dunque, riscoprire le radici e i fondamenti della propria esperienza di fede, tanto più nel contesto attuale, non è un lusso per pochi eletti, bensì un esercizio altamente spirituale, culturale e profetico che dovrebbe coinvolgere l’intera comunità ecclesiale. Come è stato acutamente rimarcato da papa Francesco (nel discorso rivolto alla Pontificia Università Cattolica Argentina di Buenos Aires, 3.IX.2015): «Lo studio della teologia assuma grandissima importanza. Un servizio insostituibile nella vita ecclesiale. Non sono poche le volte in cui si genera un’opposizione tra teologia e pastorale, come se fossero due realtà opposte, separate, che non hanno nulla a che vedere l’una con l’altra. (…). In tal modo si genera una falsa opposizione tra la teologia e la pastorale; tra la riflessione credente e la vita credente; la vita, allora, non ha spazio per la riflessione e la riflessione non trova spazio nella vita. Uno dei contributi principali del Concilio Vaticano II è stato proprio quello di cercare di superare questo divorzio tra teologia e pastorale, tra fede e vita. Oso dire che ha rivoluzionato in una certa misura lo statuto della teologia, il modo di fare e di pensare credente». Si tratta di una sfida ancora interamente aperta, di una “rivoluzione” ancora in gran parte incompiuta. Come Chiesa, dobbiamo ancora assimilare più profondamente il senso di questo nesso inscindibile tra credere e pensare, tra dogma e vita. Saper generare, sostenere e alimentare la formazione teologica è dunque uno dei doni e delle opportunità più importanti che una comunità può offrire ai suoi laici, soprattutto in un momento storico come quello che stiamo attraversando, caratterizzato da rapide e radicali trasformazioni sociali e culturali che investono il presente e il futuro della fede cristiana e della Chiesa nei prossimi decenni.
In questa prospettiva, la qualità e la varietà dell’offerta formativa garantita dall’ISSR costituisce oggettivamente una risorsa straordinaria per tutta la Chiesa diocesana; un percorso di studio che non ha eguali sul nostro territorio per ampiezza dell’offerta, la sistematicità di approccio, gli specialisti coinvolti, la qualità scientifico-didattica e la completezza di sguardo sui diversi aspetti della cultura religiosa. Il ventaglio di questa offerta è molto ricco e diversificato: oltre al ciclo di studi triennale, che consente una buona formazione di base nei diversi ambiti della teologia cristiana (biblico, dogmatico, storico, morale, spirituale, ecumenico, interreligioso, ecc.) e permette il conseguimento finale di una Laurea in Scienze Religiose, l’Istituto garantisce anche un biennio di specializzazione, nell’indirizzo Pedagogico-Didattico, fino al conseguimento di una Laurea Magistrale in Scienze religiose (requisito indispensabile per l’insegnamento della religione cattolica nella scuola pubblica). Inoltre viene confermata la promettente proposta del Master universitario di I livello in “Valorizzazione dell’Arte Sacra e del Turismo religioso”, che nasce dall’esigenza di mettere a frutto le potenzialità, teologiche, catechetiche, pastorali, culturali e turistiche connesse all’arte sacra, formando precise competenze e figure professionali inerenti a questo settore. Coloro poi che non intendono conseguire il titolo accademico possono comunque frequentare anche singoli corsi del piano di studi in qualità di studenti ospiti- uditori.
Tra le novità del prossimo Anno Accademico segnaliamo in particolare l’attivazione di un nuovo Percorso di Teologia Pastorale, elaborato dalla “Commissione diocesana per la formazione”, in stretta collaborazione con gli Uffici pastorali. Il percorso, che si rivolge specialmente ai candidati ai diversi ministeri e agli operatori pastorali, mutua quattro corsi fondamentali dell’ISSR (Introduzione alla Sacra Scrittura, Liturgia, Teologia Spirituale, Teologia Pastorale) che possono essere frequentati da ottobre a maggio in una sola serata settimanale (il giovedì dalle ore 18.50 alle 22.25).
Anche per il prossimo anno sono previste diverse attività integrative a completamente e integrazione dell’attività ordinaria (seminari di ricerca, conferenze, laboratori, convegni). Insieme agli Uffici Scuola e IRC delle due Diocesi sono state programmate diverse attività formative, già presentate e riconosciute dall’Ufficio Scuola Regionale e dal Miur per l’accreditamento formativo dei docenti di ogni ordine e grado. Tra questi progetti segnaliamo in particolare una giornata di studio e confronto su La conoscenza religiosa nella scuola, tra cultura e sfida educativa (con particolare riferimento all’Insegnamento della Religione Cattolica), in memoria dell’amico e collega prof. Francesco Perez, che si svolgerà nel pomeriggio-sera di lunedì 18 settembre. Seguirà poi un ciclo di seminari e laboratori (in novembre e in aprile) su scienza e fede: “Sull’Origine della vita e del mondo. Teorie scientifiche e narrazioni bibliche”, che prevedono ad ogni incontro un confronto tra scienziati e biblisti o teologi. Inoltre, il 16 e il 17 ottobre è previsto anche un Convegno internazionale, promosso insieme ad altre istituzioni (Piccola Famiglia dell’Assunta di Montetauro e Comunità ebraica di Firenze) sulla figura e l’opera di Filone di Alessandria rilette in chiave interreligiosa e interculturale. Un seminario sarà inoltre dedicato al Beato Alberto Marvelli, in occasione del centenario della sua nascita.
In continuità con quanto avviato lo scorso anno nella Diocesi di San Marino-Montefeltro proseguiranno i percorsi di Dottrina Sociale della Chiesa (in collaborazione con l’Ufficio di Pastorale Sociale) incentrati sui contenuti della 48ª Settimana Sociale dei Cattolici italiani (“Il lavoro che vogliamo: libero, creativo, partecipativo, solidale”). Sul versante della Pastorale della Famiglia l’intento è quello di garantire un percorso pluriennale di formazione permanente ripartendo dall’Amoris Laetitia, con incontri e laboratori a cadenza bimestrale.
In ragione di questa ricca messe, ci auguriamo pertanto che l’insieme delle proposte di formazione siano adeguatamente valorizzate e colte come preziose opportunità di crescita dai singoli fedeli e dall’intera comunità ecclesiale.

Natalino Valentini
(Direttore dell’ISSR “A. Marvelli”)

L’offerta formativa dell’ISSR “A. Marvelli” si compone di:

Passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento

Seminari monografici di Ricerca teologica e pastorale e Corsi facoltativi